“SBAM. La porta viene sbattuta violentemente alle mie spalle, mentre io rotolo ancora giù per le scale, hai presente? La polvere si alza, mi sento la bocca impastata di calce e sangue, nel buio, hai presente? E che succede? Il legno delle scale era così marcio e fradicio che a metà percorso lo sfondo, e precipito rovinosamente a terra. SPLAT. Le piastrelle, e il mio mento, si spaccano in mille pezzi, e mi ritrovo tinto di rosso, con la testa che mi scoppia per il dolore, cazzo, hai presente? Cioè, vorrei capire quanto cazzo di tempo sono rimasto svenuto. Quando riapro gli occhi, è mattina inoltrata, un caldo boia, hai presente? Beh, nella lurida cantina nella quale mi hanno sbattuto ci tengono a stagionare del formaggio, che puzza di merda, hai presente? Capisci l’orrore? Mi vomito quasi addosso e cerco di rialzarmi, per fortuna non ho nulla di rotto a parte il mento. Sono ancora ricoperto di sangue e polvere e calcinacci vari, hai presente? Una cotoletta impanata.
Mancava solo il cuoco, ero già in padella, porca puttana, ho sentito così caldo che mi sono spogliato, mi sono tolto la giacca beige che mi aveva regalato la mia Violetta e la camicia che avevo fregato a mio padre. E vaffanculo, i pantaloni di pelle d’estate me li potevo risparmiare no? E comunque erano troppo distrutti, hai presente? Li ho tagliati. Degli enormi mutandoni di pelle, mi sentivo un frocio in una qualche manifestazione del cazzo, con il pacco quasi fuori, sporco e sudato. Sarei stato la gioia di qualche carcerato, hai presente? Comunque, non mi dò per vinto, col cazzo, lo sai, mi conosci, sai come sono fatto, no? Bene, mi guardo intorno e studio questo posto di merda nel quale mi ritrovo. Ed è solo una fottutissima cantina del cazzo. Ci avessero tenuto del vino, almeno. Me sarei ubriacato fino alla fine, e invece no, quel cazzo di formaggio. Tante piccole forme di formaggio ammassate in un unico punto, accanto a me, a marcire e sciogliersi per il caldo, fetendo come non mai, hai presente? Bene, passano almeno tre ore e sono ancora fermo lì a guardare le pareti e imprecare come uno scaricatore di porto, tu che avresti fatto, eh? Beh, fatto sta che la cantina era una normale cantina di merda, l’ ho già detto? Tre pareti di cemento logoro e sporco, la scala di legno fracassata dietro di me, e davanti una finestrella con le sbarre, sai, le vecchie finestre di una volta. Non mi guardare così, so che stai pensando: ‘ma se c’era una finestrella perché non gridavi aiuto’? Non si sentiva un cazzo, cazzo! Mi trovavo in una qualche campagna dimenticata da Dio, nella merda. E dalla finestrella non si vedeva che il cielo, e si trovava troppo in alto perché io potessi vedere a che livello stava, non pretenderai mica che uno, appena svenuto, imprigionato in una latrina, con la mandibola mezza fracassata si metta a fare le flessioni alla sbarra per vedere se sono al livello del terreno o no? E poi la finestrella era così piccola che ci sarebbe entrata al massimo una mia coscia. Quindi. Sono nella merda fino al collo, sequestrato da chissà quale figlio di puttana dopo una scazzottata giù al bar, dolorante, stanco, immerso nella puzza schifida del formaggio e a crepare di caldo. Bella merda, eh? Comunque, finisce anche che mi metto a piangere per il nervoso, hai presente? Eh, si, frignare come un bambino! E quelli di sopra che se la ridono, si! Li ho sentiti, cazzo! Stavano pranzando in quel momento, li sentivo brindare, i figli di puttana. Quel TLING dei loro bicchieri di vetro, un nervoso, non ti dico! Comincio a dare calci alle pareti e finisco per incrinarle di brutto. GIURO! E quindi che faccio? Vado avanti per ore, per quelli non se ne devono essere accorti mica, eh. Cioè, tieni prigioniero uno, se senti che fa cose del genere come minimo scendi a controllare, no? Non lo minacci, almeno? Cioè, giusto per tenerlo in riga, cazzo. Comunque io continuo per ore, hai presente? STOMP, STOMP, STOMP. Ma niente finisce solo che stacco la vernice dai muri e faccio tremare un po’ la sbarra. Il sole stava tramontando, saranno state circa le sette e mezza, e mi rompo i coglioni, mi distendo sui miei vestiti e aspetto. Quando è proprio buio, sento passi sopra di me, ma forti, pesanti. E sento anche grosse risate e rumore di cocci e frantumi. Quei bastardi! La proprietà non era loro, quei figli di puttana! E ora stavano facendo manbassa delle cose, fottendosi le cose preziose e distruggendo tutto. Per dare poi la colpa a me, hai presente? Eh, certo! Andati via di qui denunceranno di aver visto qualcuno entrare in casa, e la polizia troverà me, lo stronzo di turno, in questa merda di cantina, pensando che io, ingordo stavo controllando un’altra stanza per fottere della roba e che per colpa della scala mi sono trovato intrappolato! Dalla merda alla montagna di letame, dico io! Bene, mentre sento l’auto sgommare, m’incazzo furiosamente perché ormai ho capito tutto, no? E prendo a calci questo, prendo a calci quello, raccolgo da terra un pezzo di scala e lo butto su quel cazzo di formaggio di merda. Ed è lì che ho una botta di culo paurosa. Tutte le forme cadono, rotolano e ne liberano una formato famiglia, ma che dico, formato comunità, cazzo, sarà stata almeno due volte me in larghezza e altezza, dovrebbe essere entrata giusta giusta dalla porta, diamine! Ebbene, idea geniale! Salto sulla sbarra, e mentre sono appeso, con notevole sforzo, lo ammetto, dò calci all’impazzata, e alla fine la scardino, BOOM! Mi ritrovo sopra un’asta di ferro arrugginito e come al solito un bel po’ di calcinacci! Ovviamente la finestrella è ancora troppo piccola per passarci, e cazzo, il cemento sembra davvero abbastanza solido, hai presente? Ma io l’avevo previsto, amico! Lascio tutto in disordine, e mi dirigo verso quella gigantesca, enorme, ruota di formaggio. Spessa un casino, puzzolente come non mai. Bene. Era ancora mezza sciolta, così prendo e ne stacco pezzi con le mani, e mi faccio una specie di buco, sembra assurdo vero? Bene, ricalco la mia sagoma, e mi ci infilo dentro, e poi pian piano mi ricopro, aspettando e sperando che con la frescura della sera si solidifichi un po’ , hai presente? Ovviamente ho fatto dei buchini per l’aria. E ti giuro, ti giuro, sono rimasto per due giorni di fila in piedi, pisciandomi e vomitandomi addosso. Una puzza che non riesco a togliermi di mente. Con la gola secca, anzi no, di più, hai presente? Bene, comunque, all’alba del terzo giorno, arrivano i proprietari. Sento le urla e il dispiacere di quei poveretti che si sono trovati la casa distrutta e poi li sento dirigersi verso la cantina, di corsa. E io penso: ‘ vuoi vedere che qui c’è una specie di tesoro, chessò i loro risparmio sotto qualche mattonella e non me ne sono accorto’? Beh, il mistero si risolve subito, questo entra di corsa e rischia di cascare a terra come ho fatto io prima, per colpa di quella cazzo di scala bastarda, hai presente? Bene, vedi questo che si guarda in torno, nota la finestrella e torna indietro, con un tavolo di compensato, un martello e una cassetta degli attrezzi. E si mette a riparare la scala, e a me viene ancora da pisciare! Ci mette tre ore a riparare quella minchia di scala, e finalmente scende. Nota i miei vestiti e il sangue per terra, e decide di non toccarli per il momento. Però stai sicuro, che puzza o non puzza la giacca me la sono portata dietro, eh!
Comunque sto tizio, da ciò che vedo attraverso i buchi, sembra un ultrasettantenne, è un tipetto come si vede nei cartoni animati, hai presente? Bassino, con i baffoni bianchi bianchi, in bocca una spiga di grano, con un cappello di paglia sopra la testa che gli copre la pelata, ricoperto di rughe rattrappite, già. E questo che fa? Ignora tutto e abbraccia la mia casa degli ultimi due giorni, questa gigantesca forma di formaggio. Gli era stato fatto un ordine per una manifestazione del cazzo e valeva un botto di soldi, diceva tra sé e sé, mi sono sentito quasi in colpa, sai? Poi va beh, meglio lui che me. Comunque la prima cosa che fa è proprio salirmi con l’aiuto di un giovanotto, suo figlio penso, e mi caricano in un furgone , e per fortuna sono disteso di schiena. E io a questo punto sai che faccio? Faccio mettere in moto al vecchio e subito dopo esco da quella stradannatissima forma e velocissimamente, senza neanche pulirmi o persino respirare l’aria della libertà, apro la portiera del mezzo e lo butto giù, e sgommo, davvero! E mentre torno in città non faccio altro che sputare formaggio, dalla bocca, dal naso, dalle orecchie, hai presente? Beh, io ODIO il formaggio!! Che hai ora, che mi guardi così? Ti fa ridere,eh? TI sembro uno scemo forse, bene preparati ad assaggiare un bel pugno!!”
E lo specchio del bagno dell’ospedale psichiatrico va in frantumi…