Archive for Gennaio, 2009

3
Gen

Per un’amica.

Posted By N e k o ~ D r e a m e r in Poesia

Vola la mente, sospinta dal desiderio,
incontrollabilmente barcolla un pò.
Un sospiro ricevuto, uno sguardo mai incontrato
riescono a far crollare anche le colonne più salde!

Cuore non perdona, colpisce ad occhi chiusi,
un colpo alle membra, il mondo ti sta cadendo addosso!
Ogni convinzione, pensiero o principio:
viene tutto travolto, a discapito del tuo spirito.

Tutto normale, non lo puoi controllare,
ma lo devi accompagnare, scostandoti quel tanto che basta!
Sii come l’acqua, delicata ma potente,
senza forma, eppure, tanto importante.

Tira fuori la grinta, non giudicarti mai:
a volte sbagliare è necessario;
ma crepino gli indugi, vivi sempre sola
senza farti trascinare dagli eventi e le persone.

Se puoi, non ascoltare parole
che non ti danno vita,
evita di seguire persino questi consigli
dettati da una voce che non è la tua!

1
Gen

Pensieri di un ateo morente.

Posted By N e k o ~ D r e a m e r in Pensiero, Scritto generico

Le dita si protendono verso l’alto, agonizzanti, tremanti, contorcendosi spaventosamente. La luce va e viene in lampi accecanti, la nausea che ti colma, i colori che si mescolano e poi esplodono. Il volto che lentamente si deforma tra le mille espressioni, ormai fuori controllo, e lentamente si spegne. I pensieri che ruotano vorticosamente in testa alla velocità della luce, così sfuggevoli e nitidi che pensi di portarteli appresso anche nella tomba, per tappezzarla e decorala giusto un po’. La voce che vorresti far straripare si prosciuga in un rigagnolo esalato debolmente, quando senti il cuore scalpitare come i cavalli selvaggi e ti rimbomba dentro. E le viscere che si muovono dentro te, che si gonfiano, si stringono, claustrofobia improvvisa, quando ancora devi ricordarti se hai mai imparato davvero a respirare. E i ricordi, tanti, troppi, ti si muovono accanto; mentre ti vedi pestare con un aggressivo ragazzo sconosciuto, prendi un caffè con il tuo datore di lavoro in un momento di pausa tra la canna che ti ha passato il tuo vecchio amico di strada e la tua prima scopata con due ragazze mai viste prima. Tua madre ti rimbocca le coperte, e senti freddo, troppo freddo. Gli occhi vanno per conto loro, girano liberi da un angolo all’altro della stanza e ti fissano torvi. Quanti errori hai fatto, caro?
Quante speranze hai gettato al vento, quanti amori hai bruciato e quante idee hai squartato prima di arrivare qua? Quante volte hai desiderato il giaciglio di carbone e chiodi, comodo e soffice come quel cuscino di piume di tanti anni fa, che strappasti in nome di un nome ormai polvere, dimenticato persino da chi lo porta? Perché ora dovresti rinnegare l’unico abbraccio che non hai mai provato, perché hai paura di affogarti con un boccone piccolo come il mondo? A cosa è servita la tua spavalderia, la tua noncuranza, la tua promiscua potenza, il tuo perverso intelletto?
Sei lì. Ti stai già portando i fiori sulla tomba e correggendo l’epitaffio.
Ora no, non più. Stai delirando. Pensi di poter sopravvivere a te stesso.
Provi ad immaginarti cosa c’è dopo. Ma hai la stessa visione di sempre, la solita lampadina rotta, il solito buio, il solito silenzio, il solito nulla. Cosa è valsa la tua vita? Perché ne stai pagando lo scotto? Perché ancora non rinneghi quel poco che ti resta e non t’inginocchi nella polvere della polvere di chi, come te non ha venduto la sua vita alla coscienza? Come mai tremi, allora? Come mai quelle scariche elettriche?
Perché si, pensi, ho vissuto per questo. Vivo per morire. Vivo la morte.

1
Gen

[Storiella della doppiapresa]

Posted By N e k o ~ D r e a m e r in Favola

L’informazione corre veloce per la rete. Come un treno in corsa, passa per i circuiti come fossero rotaie, superando ponti di collegamento e raggiungedo lesta la sua destinazione.
Che il messaggio sia “Ho visto delle belle scarpe” oppure “Torno a casa verso le quattro”, non importa. La macchina esegue il suo compito con la precisione per la quale è stata costruita.
La macchina non è felice, non è triste. La macchina è, questo le basta: non necessita di dormire, nè di mangiare. La macchina esegue il suo compito con fierezza, ammesso sempre che sia stata programmata per essere fiera! La macchina continua imperterrita il suo lavoro…
Smista velocemente le cose importanti ed elimina le seccature. L’uomo è soddisfatto.
Ma, se le macchine si ammalano -e ciò, purtroppo, cari lettori, questo accade spesso- vengono sostituite o distrutte. Dimentichiamo però che le macchine ci permettono di vedere luoghi lontani e sanno con precisione in che ordine catalogare i nostri desideri. Lanciano le mail di lavoro con precisione e ci permettono di fare una vita agiata; i nostri “Ti amo”, che ci rendono la vita leggera, passano da loro.
Ci permettono di fare nuove esperienze, e, miei cari lettori, vi stanno facendo leggere questo mio scritto.
Siete ancora disposti a giurare che le macchine non hanno un cuore? Se la vostra risposta è affermativa, state negando l’esistenza di voi stessi.

Sperando che qualcuno la capisca davvero…