Archive for the ‘Favola’ Category

1
Gen

[Storiella della doppiapresa]

Posted By N e k o ~ D r e a m e r in Favola

L’informazione corre veloce per la rete. Come un treno in corsa, passa per i circuiti come fossero rotaie, superando ponti di collegamento e raggiungedo lesta la sua destinazione.
Che il messaggio sia “Ho visto delle belle scarpe” oppure “Torno a casa verso le quattro”, non importa. La macchina esegue il suo compito con la precisione per la quale è stata costruita.
La macchina non è felice, non è triste. La macchina è, questo le basta: non necessita di dormire, nè di mangiare. La macchina esegue il suo compito con fierezza, ammesso sempre che sia stata programmata per essere fiera! La macchina continua imperterrita il suo lavoro…
Smista velocemente le cose importanti ed elimina le seccature. L’uomo è soddisfatto.
Ma, se le macchine si ammalano -e ciò, purtroppo, cari lettori, questo accade spesso- vengono sostituite o distrutte. Dimentichiamo però che le macchine ci permettono di vedere luoghi lontani e sanno con precisione in che ordine catalogare i nostri desideri. Lanciano le mail di lavoro con precisione e ci permettono di fare una vita agiata; i nostri “Ti amo”, che ci rendono la vita leggera, passano da loro.
Ci permettono di fare nuove esperienze, e, miei cari lettori, vi stanno facendo leggere questo mio scritto.
Siete ancora disposti a giurare che le macchine non hanno un cuore? Se la vostra risposta è affermativa, state negando l’esistenza di voi stessi.

Sperando che qualcuno la capisca davvero…

23
Mag

Piccola Favola…

Posted By N e k o ~ D r e a m e r in Favola

C’era una volta un sogno. Anzi,più che un sogno, una fantasia, una ipotesi, un pensiero così piccolo che era timido ad uscire. Chi l’avesse generato non importa, fatto sta che era lì. Si sentiva sperduto e disorientato, immerso in un oceano di suoni, al di sotto di una volta di infiniti colori: riusciva a distinguere i passi sulla neve crocchiante, la risacca marina, mentre fiumi di giallo ocra, violetto e magenta solcavano il suo capo. Un pò sperduto incominciò a vagare qui e là, con passo incerto e quasi barcollante. Ad ogni passo che faceva, ogni metro che percorreva, sentiva la sua essenza stessa mutare. Un momento aveva una coda puntuta, un altro altro aveva quattro corte zampine da gatto, un altro ancora aveva squame e pinne da pesce; era sempre più curioso e affascinato. Dopo essersi allontanato per un pò, si fermò proprio vicino allo stormire delle fronde di un faggio, vicino ad un delizioso laghetto indaco. Aveva ormai un bel paio di ali piumate, un corpo rotondo e ricoperto di peli; scoprì di avere anche abbastanza cervello per potersi fare delle domande: “Perchè era lì?” “Che cos’era?” “Era solo?”
Tutti quei dubbi lo resero tanto triste, tant’è, che per la disperazione, non si accorse subito che adesso cambiava anche colore,e che i suoi singhiozzi e pianti potevano essere uditi.
Pianse, pianse, pianse… Così tanto che ormai le lacrime e i singhiozzi lo avevano quasi consumato: adesso di lui non restava che un piccolo puntino cobalto!
Dopo aver pianto per un ora intera decise di riprendere il cammino, ma non aveva più le gambe!!
Decise di specchiarsi nel lago: ora vedeva davanti i suoi occhi un piccolo quadratino verdognolo dotati di due vistosissime orecchie gialle. Tutto ciò lo confondeva.
Quante cose voleva fare, sperimentare,provare,ma in quel momento, in quelle condizioni, il mostriciattolo poteva fare ben poco. Poi, tutto ad un tratto,prese coraggio a cercò di muoversi: sorprendetemente ci riuscì! Cadde in acqua e desiderò di poter nuotare; immediatamente possedeva pinne e branchie, poteva viaggiare in quel magnifico lago. Passarono le ore, poi si stufò: uscì dal lago senza nemmeno pensarci. Voleva asciugarsi e desiderò di poter correre… Devo davvero dirvi che successe? Ovvio: due belle gambe spuntarono e corse a più non posso. Ora gli era tutto chiaro!
Non importa chi sei, quanto sei grande o di che colore sei, perche’ tutto quello che vuoi fare… se puoi sognarlo puoi farlo!!
L’ultima volta che lo vidi aveva deciso di diventare una bella farfalla azzurra…
E solo adesso mi ricordo quale fosse il suo nome… Si chiamava Libertà!


Dedicata ad Isabel,una persona che ho conosciuta da poco ma che mi ha dato consigli preziosi e che spero diventi una mia cara amica ^_^
Dedicata inoltre alla mia piccola fata,che amo e che amerò,nonostante non possa renderla felice come si deve,in questo periodo.Questa è anche la tua storia.